L’approccio osteopatico rappresenta una valida risorsa per l’identificazione e il trattamento di disturbi inerenti l’area muscolo scheletrica, viscerale o cranica.
I principi su cui si basa questa disciplina, da poco riconosciuta sanitaria in Italia, sono:
- Globalità: il corpo viene inteso come unità, per cui ogni sistema è interconnesso e in comunicazione.
- Autoregolazione: il corpo possiede una naturale capacità di autoguarigione e autoregolazione che ne garantisce un costante equilibrio.
- Struttura e funzione: esiste una stretta correlazione tra la struttura anatomica e la funzione che ne deriva.
Le numerose componenti dell’organismo quindi, in relazione ed in equilibrio tra loro, hanno la capacità di adattarsi e compensare i numerosi stress a cui il corpo è sottoposto nel corso della vita quotidiana.
Molto spesso, però, per cause di varia natura, tali capacità vengono meno, determinando stati patologici e disturbi di vario genere.
L’approccio osteopatico permette, dopo un’attenta raccolta anamnestica e valutazione del paziente, di elaborare un piano terapeutico mirato al ripristino della corretta fisiologia e dell’equilibrio.
Con il passare degli anni, inoltre, i processi degenerativi e adattativi del corpo sono sempre più difficili da compensare, inficiando, in questo modo, le capacità motorie e funzionali dell’individuo e, di conseguenza, la sua autonomia.
L’osteopatia può aiutare soggetti anziani ad accomodare in modo più dolce e graduale queste problematiche, migliorando lo stato quotidiano di benessere e la qualità della vita.
L’approccio osteopatico, pertanto, è utile in molteplici casi come cervicalgia ed esiti di colpo di frusta, cefalea, emicrania, vertigini, acufeni, malocclusione, bruxismo, dorsalgia , lombalgia e sciatalgia, dolore articolare e artrosi, gastrite, reflusso, ernia iatale, stipsi, asma ed allergie, otite e sinusite.
Per il perseguimento degli obiettivi citati, il professionista si avvale di numerose tecniche manuali:
- Mobilizzazione e manipolazione: tecniche dirette a livello articolare volte alla stimolazione di uno specifico meccanismo neuro fisiologico in grado di determinare risultati in termini di percezione del dolore e funzionalità.
- Induzione miofasciale: approccio rispettoso e delicato che permette di agire sulla fascia, la rete di tessuto connettivo che avvolge muscoli, ossa e organi, garantendo stabilità e, al tempo stesso, capacità di movimento. Molto spesso tale struttura si trova sottoposta a tensioni e stress che ne provocano alterazioni: risulta perciò importante ripristinarne il corretto scorrimento in modo da alleviare e eliminarne i sintomi correlati.
L’intervento osteopatico è complementare a quello fisioterapico, pertanto un approccio integrato fra le due discipline consente il raggiungimento di risultati efficaci e duraturi.
Bibliografia
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