Trattamento della diastasi addominale

La diastasi dell’addome è la separazione dei muscoli retti addominali rispetto alla linea mediana. Questo ultima è nota come “linea alba” ed è costituita da tessuto connettivo molto robusto, ma poco elastico, che, se da una parte ne rende difficile la rottura, d’altra parte ostacola il recupero dopo un importante stiramento, come quello che avviene durante la gravidanza.

La diastasi addominale è infatti fisiologica durante la gestazione, a causa dell’aumento di dimensione dell’utero materno e dei cambiamenti che avvengono nel corpo della donna. Dovrebbe risolversi  gradualmente  nel primo anno post parto, ma persiste nel 32% delle mamme a 12 mesi. Va sottolineato che la diastasi è considerata fisiologica entro i 2/2,5 cm di separazione dei retti, ovvero, entro questo range, l’addome è comunque in grado di svolgere adeguatamente la sua funzione.

La diastasi dei retti addominali non è legata soltanto alla gravidanza, ma può essere dovuta ad eccessivo aumento di peso ed obesità, ad attività fisica o lavorativa intensa ed eseguita senza il corretto controllo muscolare, a fattori congeniti come l’eccessiva lassità dei tessuti connettivi e ad  importante riduzione della massa muscolare. Per questi motivi è una condizione che può colpire anche l’uomo.

I sintomi  possono essere vari:

  • Sensazione di gonfiore addominale
  • Disturbi digestivi aspecifici
  • Peristalsi intestinale molto evidente
  • Dolori alla schiena ed al bacino, accompagnati da sensazione di importante affaticamento
  • Pesantezza a livello perineale
  • Incontinenza urinaria
  • Difficoltà respiratorie, affanno.

Solitamente, durante i movimenti in cui l’addome non è adeguatamente controllato, come il rialzarsi dal letto, si evidenzia la tipica “pinna”, una prominenza lungo la linea mediana dell’addome.

La diastasi addominale può essere diagnosticata con il solo esame clinico, ma il medico potrebbe richiedere l’esecuzione di un’ecografia o di una Tac (o Rmn), utili anche per evidenziare l’associazione con eventuali ernie ombelicali o epigastriche.

Il trattamento conservativo fisioterapico può essere risolutivo in caso di diastasi di lieve entità, ma è fondamentale anche nei casi più gravi, così come prima e dopo l’intervento chirurgico di addominoplastica, per apprendere il controllo del core e la corretta attivazione muscolare. Esso si compone di:

  • Esercizio terapeutico: core-stability, esercizi posturali e ginnastica hipopressiva
  • Terapia manuale: volta alla normalizzazione ed elasticizzazione di eventuali cicatrici da cesareo e/o addominoplastica
  • Kinesio-tape
  • Terapia fisica strumentale
    • Radiofrequenza: promuove il trofismo e la rigenerazione tissutale.

Bibliografia

  • Benjamin DR, van de Water ATM, Peiris CL. Effects of exercise on diastasis of the rectus abdominis muscle in the antenatal and postnatal periods: a systematic review. Physiotherapy. 2014.
  • Cavalli M. et al. Prevalence and risk factors for diastasis recti abdominis: a review and proposal of a new anatomical variation. Hernia, vol.25, 2021.
  • Tirabassi G, Piccione F, Lucidi F, Di Cesare A. Combined use of radiofrequency and physiotherapy in postpartum abdominal wall dysfunction: a pilot study. J Women’s Health Phys Therap. 2020.
  • Jaspers M, de Greef K, et al. Effectiveness of non-invasive treatments (e.g. RF, ultrasound) for skin tightening after pregnancy: a systematic review. J Cosmet Dermatol. 2018.

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